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Approfondimento · Folio II

Imparare in ordine

Nessuno impara a leggere con Proust. Eppure i modelli si addestrano mescolando tutto a caso. Che succede se presentiamo loro i testi dal più semplice al più difficile?

Promettente aggiornato il

I

L'idea, in breve

Oggi i miliardi di testi di addestramento vengono mescolati a caso e letti una sola volta. Un testo per bambini può seguire un articolo di matematica avanzata.

Il curriculum learning (apprendimento per programma), proposto da Yoshua Bengio nel 2009, parte da un'intuizione scolastica: cominciare dal facile e salire a poco a poco. È una gerarchia nel tempo: i dati non cambiano, cambia solo l'ordine.

II

Come si fa

Servono tre ingredienti. Una misura di difficoltà: una macchina non sa che cosa sia «difficile», serve un indice calcolabile. Un ritmo: passare di colpo dal facile al difficile, oppure salire per una pendenza dolce. Un momento: ordinare tutto l'addestramento o solo l'inizio.

Lo studio di Zhang e coautori (EACL 2026) ha passato al vaglio 15 misure e ne ha tenute sei. Le più utili: il tasso di compressione (un testo che si comprime bene è ripetitivo, quindi facile), la varietà del lessico (MTLD) e la lunghezza del testo. La perplessità, cioè la sorpresa del modello, aiuta all'inizio e poi fa crollare i risultati: i testi «sorprendenti» spesso sono solo rumore.

Fonte: Zhang et al., Beyond Random Sampling (EACL 2026)

Fig. A — Due nastri trasportatori

Casuale
Ordinato

Schema illustrativo: mostra l'idea, non misurazioni.

In alto, ogni quadrato è un testo; più è scuro, più è difficile. Il modello riceve lo stesso miscuglio in due ordini diversi. In basso, la curva ordinata raggiunge prima il livello di riferimento.
III

Cosa mostrano gli esperimenti

Oltre 200 addestramenti, soprattutto su modelli da 0,5 miliardi di parametri e 10 miliardi di token, con una verifica a 1 miliardo di parametri.

Una salita dolce

Con un ritmo lineare, il tasso di compressione raggiunge il miglior livello di riferimento con il 39,5 % di passi in meno. In versione intercalata il guadagno sale al 41,7 %.

Fonte: Zhang et al., Beyond Random Sampling (EACL 2026)

Conta proprio l'ordine

Controllo decisivo: mescolare a caso gli stessi dati «facili» aiuta un po', ma meno che presentarli in ordine. Il guadagno quindi non viene solo dalla selezione.

Fonte: Zhang et al., Beyond Random Sampling (EACL 2026)

IV

L'ordine inverso dell'industria

I laboratori fanno spesso il contrario di un programma scolastico: tengono i dati migliori per la fine. OLMo 2 (Ai2) dedica l'ultimo 5-10 % di calcolo a un miscuglio di alta qualità (matematica, scienze, domande e risposte). Si chiama mid-training o «ricottura».

Ma anche questa collocazione è discussa: uno studio del 2025 mostra che la fine vera e propria non è sempre il momento migliore, e spiega perché una ricottura su esercizi di matematica aveva aiutato il Llama 3 da 8 miliardi di parametri ma non quello da 405 miliardi. L'ordine giusto dipende dal momento dell'apprendimento, non solo dai dati.

Fonte: OLMo et al., 2 OLMo 2 Furious (Ai2, 2025), Predicting Training Re-evaluation Curves (2025)

V

I limiti

Questi risultati vengono da modelli di taglia media, solo in inglese. La difficoltà è calcolata una volta per tutte, prima dell'addestramento: non si adatta a ciò che il modello sa già. E i guadagni, reali, restano di pochi punti percentuali.

VII

Cosa vorremmo provare

Due programmi opposti su un mini-modello: prima gli esempi, poi la regola (come un bambino), contro prima la regola, poi gli esempi (come un manuale). E un programma adattivo: misurare ciò che il modello sa già e dargli il gradino successivo.

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