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Quaderno vivo · Codice n. 1

L'IA di domani

E se ordinassimo il sapere prima di impararlo?

Questo quaderno è la nostra lavagna. Vi annotiamo piste, ipotesi e conclusioni provvisorie su una domanda: come costruire l'IA in un altro modo, perché costi meno, consumi meno e sbagli meno. Primo cantiere: una gerarchia dei dati, per imparare e per consultare.

Versione 2 · aggiornato il

I

Il punto di partenza

Oggi un modello si addestra su una «zuppa piatta»: migliaia di miliardi di parole, tutte allo stesso livello. Un messaggio buttato lì e un manuale di fisica pesano uguale. La nostra intuizione di partenza: parte dell'enorme fame di dati dell'IA serve a ricostruire una gerarchia che nessuno le fornisce.

Fig. 1 — La piramide del sapere

  1. Principi
  2. Regole
  3. Fatti
  4. Osservazioni
Migliaia di osservazioni (in basso) si condensano in pochi fatti, poi in regole, poi in un principio. Oggi un modello riceve tutto in piano e deve ricostruire da solo questa piramide.

Accertato

La memoria di un modello è limitata

Esperimenti controllati mostrano che un modello linguistico ben addestrato memorizza circa 2 bit di conoscenza per parametro, non di più. Ogni parametro è prezioso: riempirlo di dettagli ha un costo.

Fonte: Allen-Zhu & Li, Physics of Language Models 3.3 (2024)

Accertato

Il rumore costa caro, l'etichetta aiuta

Nello stesso studio, quando 7 testi di addestramento su 8 sono rumore, la capacità di trattenere il sapere utile crolla fino a 20 volte. Aggiungere semplicemente il nome del sito d'origine davanti a ogni testo aiuta nettamente il modello a fare ordine. Un'etichetta di provenienza è già una piccola gerarchia.

Fonte: Allen-Zhu & Li, Physics of Language Models 3.3 (2024)

II

Una gerarchia per imparare

Primo modo di usare una gerarchia: ordinare e selezionare i dati di addestramento perché il modello impari più in fretta, con meno. Come uno studente che segue un buon manuale invece di una pila di appunti sparsi.

Accertato

La qualità batte la quantità

phi-1 (1,3 miliardi di parametri), addestrato su dati «di qualità da manuale scolastico», ha battuto nella programmazione modelli 10 volte più grandi addestrati su 100 volte più dati.

Fonte: Gunasekar et al., Textbooks Are All You Need (2023)

Accertato

… ma non ovunque

Un altro studio del 2026 rileva che questi guadagni dipendono dalla dimensione: l'ordine stabilizza soprattutto i modelli piccoli. Nel complesso, i risultati pubblicati sull'apprendimento ordinato restano contrastanti.

Fonte: Elgaar & Amiri, Curriculum Learning for LLM Pretraining (2026)

Promettente

Pensare per idee, non per parole

I Large Concept Models di Meta ragionano frase per frase, in uno spazio di significato condiviso da 200 lingue: una gerarchia esplicita dalle parole alle idee. Per ora restano meno fluidi dei modelli classici.

Fonte: Meta, Large Concept Models (2024)

Approfondisci

III

Una gerarchia per consultare

Secondo modo: lasciare il sapere fuori dal modello, ordinato a piani come una biblioteca (sezione, scaffale, libro, pagina). Il modello scende solo fin dove serve per rispondere.

Fig. 2 — Cercare scendendo

16 documenti · 4 passi

Per trovare una pagina tra 16 si scendono 4 piani invece di leggere tutto. Raddoppiate la biblioteca: basta un solo piano in più. È questo un costo logaritmico.

Accertato

Consultare invece di memorizzare

RETRO (DeepMind) attinge a una base di 2.000 miliardi di token mentre scrive. Eguaglia GPT-3 con 25 volte meno parametri.

Fonte: Borgeaud et al., RETRO (DeepMind, 2021)

Accertato

Un albero di riassunti

RAPTOR raggruppa i passaggi di un testo, li riassume, poi riassume i riassunti, fino a formare un albero. Abbinato a GPT-4, guadagna 20 punti di precisione su un test di domande difficili (QuALITY).

Fonte: Sarthi et al., RAPTOR (ICLR 2024)

Accertato

Comunità di idee

GraphRAG (Microsoft) collega le entità di un corpus in un grafo, lo divide in comunità annidate e riassume ogni livello. Per le domande sull'intero corpus prevale sulla ricerca classica nel 70-80 % dei confronti. In cambio, l'indicizzazione costa cara all'inizio.

Fonte: Edge et al., GraphRAG (Microsoft, 2024)

Promettente

Una memoria dentro il modello

I «livelli di memoria» di Meta aggiungono milioni di coppie chiave-valore consultate su richiesta: più sapere senza più calcolo. Sulle domande fattuali la precisione più che raddoppia.

Fonte: Berges et al., Memory Layers at Scale (Meta, 2024)

IV

Le nostre ipotesi

Ciò che segue è un nostro ragionamento, non un risultato pubblicato. La cifra di fiducia dice quanto ci crediamo oggi; cambierà.

H1

La fame di dati nasce in parte da una gerarchia assente

Se dessimo al modello la struttura dei dati (livello, provenienza, dipendenze), gli servirebbero meno esempi per ricostruirla.

Fiducia55 %
A favore
Le etichette di provenienza aumentano la capacità; un riscaldamento ordinato accelera l'apprendimento.
Contro
I guadagni dell'ordine restano modesti e dipendono dalla dimensione; i modelli molto grandi sembrano ricostruire la struttura da soli.

Fonte: Allen-Zhu & Li, Physics of Language Models 3.3 (2024), Zhang et al., Beyond Random Sampling (EACL 2026)

H2

Imparare l'alto, consultare il basso

Poiché i parametri sono scarsi (circa 2 bit ciascuno), riserviamoli ai principi e ai modi di ragionare. Fatti e dettagli vanno in una memoria esterna ordinata a piani.

Fiducia70 %
A favore
RETRO e i livelli di memoria mostrano che si può spostare il sapere fuori senza perdere qualità.
Contro
Il confine tra principio e dettaglio è sfumato; consultare aggiunge tempo di risposta.

Fonte: Borgeaud et al., RETRO (DeepMind, 2021), Berges et al., Memory Layers at Scale (Meta, 2024)

H3

Regole + eccezioni = compressione

Come un fisico ricorda la legge e i casi che la contraddicono, terremmo le regole e solo i dati che vi sfuggono. Il resto si dedurrebbe.

Fiducia35 %
A favore
Scegliere bene i dati può cambiare la forma stessa della curva di apprendimento; è l'idea di «lunghezza minima di descrizione» della teoria dell'informazione.
Contro
Il linguaggio è pieno di eccezioni, ed estrarre regole affidabili richiede già un modello molto capace.

Fonte: Sorscher et al., Beyond neural scaling laws (NeurIPS 2022)

H5

Un grafo, non un albero

Il sapere reale è una rete: la stessa idea appartiene a più famiglie. La gerarchia utile sarebbe fatta di più alberi che si incrociano.

Fiducia60 %
A favore
GraphRAG parte da un grafo; RAPTOR lascia che un passaggio appartenga a più gruppi.
Contro
Più la struttura è ricca, più costa costruirla e mantenerla.

Fonte: Edge et al., GraphRAG (Microsoft, 2024), Sarthi et al., RAPTOR (ICLR 2024)

V

Conclusioni provvisorie

Ciò che pensiamo a questo punto. «Provvisorie» è la parola chiave.

  1. Per consultare, la gerarchia ha già dato prova di sé

    Basi esterne, alberi di riassunti, grafi di comunità: i guadagni sono misurati e riprodotti. È il lato più maturo della questione.

    Fonte: Borgeaud et al., RETRO (DeepMind, 2021), Sarthi et al., RAPTOR (ICLR 2024), Edge et al., GraphRAG (Microsoft, 2024)

  2. Per imparare, è la frontiera

    Ordinare i dati aiuta un po'; sceglierli bene aiuta molto di più. Addestrare un modello su una gerarchia esplicita resta quasi inesplorato: è lì che c'è più da scoprire.

    Fonte: Zhang et al., Beyond Random Sampling (EACL 2026), Elgaar & Amiri, Curriculum Learning for LLM Pretraining (2026), Gunasekar et al., Textbooks Are All You Need (2023)

  3. La pista più forte: dividere, non scegliere

    I principi nei pesi, i dettagli nella memoria. È l'ipotesi H2, quella verso cui convergono più indizi.

  4. La storia invita alla prudenza

    Le gerarchie scritte a mano, come il progetto Cyc avviato nel 1984, non hanno mai retto la scala. La «lezione amara» di Richard Sutton: ciò che impara da solo finisce per vincere. La gerarchia va quindi appresa, poi resa visibile, non dettata.

    Fonte: Richard Sutton, The Bitter Lesson (2019), Cyc (Wikipedia)

Fig. 3 — La divisione proposta

Nel modello

  • Principi
  • Modi di ragionare
  • Grammatica del mondo

Nella memoria

  • Fatti datati
  • Eccezioni
  • Fonti grezze
I principi nei pesi del modello, i dettagli in una memoria che consulta. Il sapere circola nei due sensi.
VI

Domande aperte

Prossime piste

Diario del quaderno

  1. Tre approfondimenti per la parte II: imparare in ordine, scartare con intelligenza, pensare per idee. Nuove fonti: OLMo 2, FineWeb, SemDeDup, Byte Latent Transformer, H-Net.
  2. Apertura del quaderno. Prima esplorazione: la gerarchia per imparare e per consultare, 5 ipotesi, 4 conclusioni provvisorie.

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